La scoperta
La prima volta che ho giocato a beach volley è stata ai primi di luglio del 1986, a Cervia, al Bagno Fantini.
Non sapevo nemmeno bene cosa fosse il beach volley. Avevo partecipato quasi per curiosità.
All’epoca in Italia era uno sport quasi sconosciuto. Il primo torneo credo si fosse giocato soltanto un paio di anni prima, nel 1984.
Il campo era incastrato tra le cabine e gli alberi. Una rete tirata sulla sabbia, il mare vicino, un’atmosfera completamente diversa da tutto quello che avevo conosciuto fino a quel momento.
Il mio compagno era Marco Farina. In realtà avrei dovuto giocare con il mio amico storico Massimo Filon, ma si pensava che con Farina saremmo stati più competitivi.
Non andò esattamente così.
Eppure quella giornata lasciò qualcosa dentro di me.
Non era ancora passione, forse nemmeno consapevolezza. Ma c’era già un richiamo: il mare, la sabbia, il cielo aperto, la libertà di uno sport che sembrava non avere confini.
Guardandola oggi, quella giornata a Cervia è stata molto più di un primo torneo.
È stata la porta d’ingresso in una storia che mi avrebbe portato lontanissimo: dai primi campi improvvisati fino al World Tour e alle Olimpiadi di Atlanta.