griga.it Griga, A Way of Life
Beach volley • Olimpiadi • Memoria sportiva

Griga, A Way of Life

L'estate arriva ogni anno…

Ho iniziato a giocare quasi per caso, nell'estate del 1986, su un campo improvvisato tra cabine e alberi a Cervia. Da allora il beach volley è diventato libertà, viaggio, amicizia, mare e sogno olimpico.

La storia

Non solo risultati. Una vita sulla sabbia.

Questo sito non nasce per elencare soltanto tornei o classifiche. Nasce per raccontare un'epoca, un modo di vivere, il richiamo del mare a marzo, il colore del pallone nell'azzurro del cielo e quella libertà assoluta che solo il beach volley sa dare.

Ho iniziato a giocare nel 1986 e da allora non ho più smesso. Mi ha colpito subito lo spirito di libertà di questo sport: il contatto con la natura, l'uscita dall'inverno delle palestre, la sabbia, il mare, il cielo aperto.

Nel beach volley non c'erano allenatori né dirigenti. C'eravamo solo io e il mio compagno, liberi di decidere, con tutte le responsabilità sulle spalle e il coraggio delle nostre scelte.

Negli anni questa passione mi ha portato dai primi tornei del Triveneto fino al World Tour, ai viaggi in Brasile, in Australia, ai grandi circuiti internazionali e infine alle Olimpiadi di Atlanta 1996 insieme ad Andrea Ghiurghi.

“Il beach volley non era solo uno sport.
Era un modo per conoscere il mondo.”

Dai campi incastrati tra cabine e alberi fino agli stadi pieni di Rio de Janeiro, il viaggio è stato lungo, intenso e pieno di coincidenze incredibili.

Tre momenti

Tre momenti che hanno cambiato tutto

Alcuni episodi sono diventati simboli di questo viaggio. Tre momenti che raccontano l'inizio, la scoperta del mondo e il sogno olimpico.

1986 • Cervia

La scoperta

Un campo improvvisato tra cabine e alberi al Bagno Fantini. Il primo torneo giocato quasi per curiosità.

1991 • Rio de Janeiro

Lo stadio all'alba

Ventimila persone a Ipanema prima che sorga il sole. Il momento in cui il beach volley diventa il mondo.

1996 • Atlanta

La partita delle partite

Campo centrale, mondovisione, Kiraly e Steffes dall'altra parte della rete. Un momento entrato nella storia.

Timeline

Dalla scoperta al sogno olimpico

Una prima traccia del percorso. Ogni tappa potrà diventare una pagina del sito con fotografie, aneddoti, risultati e racconti più completi.

1986 • Cervia

La scoperta

Bagno Fantini, un campo tra cabine e alberi, il primo torneo giocato quasi per curiosità. È lì che tutto è cominciato.

1986/87 • Serie A1

Tim Hovland e Rio

Il campione californiano che spariva per andare a giocare in Brasile e tornava abbronzato a vincere le partite. Un richiamo irresistibile.

1987 • Orange

L'inizio vero

Il Ducato camperizzato con Max Filon, il primo torneo al Lido di Venezia, il quinto posto e l'incontro con Riccardo Marchiori.

1987 • Rimini / Caorle

Amore a prima vista

Rimini per vedere i campioni, Caorle per giocare la finale del circuito Orange con Marchiori. Il beach volley diventa una passione definitiva.

1989 / 1990

El Charro e O'Neill

I primi grandi circuiti nazionali, il tramonto sul mare, gli occhiali Aviator e la sensazione di avere trovato lo sport più bello del mondo.

1990 • Lignano

Il primo World Tour

La porta sul mondo si apre davvero. A Lignano Sabbiadoro inizia il viaggio internazionale.

1991 • Rio / Australia

Il mondo si allarga

Lo stadio di Ipanema pieno all'alba, la torcida brasiliana, poi l'Australia e le sfide contro i campioni del circuito AVP.

1992 / 1993

Tra i grandi

Senigallia, Dubai, i primi grandi risultati. Da outsider a protagonista del beach volley italiano e internazionale.

1994 • Curacao

Inizio del sogno olimpico

La coppia con Andrea Ghiurghi, la sabbia bianca, la magia del torneo e la sensazione che qualcosa di enorme stesse per iniziare.

1994 / 1995

On the road to Atlanta

Tenerife, Los Cristianos, allenamenti, voli infiniti e una vita completamente spostata verso un solo obiettivo: le Olimpiadi.

Atlanta 1996

La partita delle partite

Dopo quasi 200 voli aerei e quaranta attraversamenti dell'Atlantico in meno di due anni, finalmente arrivò la qualificazione alle Olimpiadi. Ma non a Olimpiadi qualsiasi: erano quelle del centenario, ad Atlanta.

Il villaggio olimpico era una città nella città. Con me c'erano Michael Jordan, Carl Lewis e campioni di quel livello. Una sera, entrando nella discoteca del villaggio, vidi migliaia di atleti ballare con un'energia che non avevo mai percepito prima.

Poi arrivò la partita contro Karch Kiraly e Kent Steffes. Campo centrale. Mondovisione. Diretta ESPN. Tutto il mondo guardava la leggenda che voleva vincere anche sulla sabbia. E dall'altra parte della rete c'eravamo noi.

Ricordo il frastuono del pubblico e, nello stesso tempo, il silenzio dei miei pensieri mentre fissavo i miei avversari. In quel momento capii che i sogni a occhi aperti da ragazzo si stavano davvero realizzando.

Kiraly aveva già vinto due ori olimpici nell'indoor. Ad Atlanta avrebbe scritto una pagina unica, diventando l'unico a vincere l'oro olimpico sia nella pallavolo indoor sia nel beach volley.

La sua prima partita olimpica sulla sabbia fu proprio contro di noi. Due italiani sconosciuti, in campo centrale, davanti al mondo intero.

A volte l'universo crea coincidenze davvero incredibili. E noi eravamo lì. Io ero lì.

Questa pagina diventerà una sezione dedicata del sito, con racconto completo, fotografie e materiali delle Olimpiadi di Atlanta 1996.

Galleria iniziale

Prime immagini del racconto

Una selezione iniziale di fotografie per dare subito un volto alla storia. Poi costruiremo la galleria completa per tornei, World Tour e Olimpiadi.

Atlanta 1996 saluto a rete
Atlanta 1996

Il saluto a rete nella partita inaugurale contro Karch Kiraly e Kent Steffes.

Duello a rete ad Atlanta
Campo centrale

Un frammento di quella sfida entrata nella storia del beach volley olimpico.

Marina di Ravenna 1996
Beach volley italiano

Uno dei tornei simbolo degli anni Novanta, quando il movimento cresceva tappa dopo tappa.