Rio de Janeiro

Lo stadio all'alba

Nel 1991, nel pieno del mio periodo universitario, presi un aereo nel cuore dell’inverno europeo e volai in Brasile.

Destinazione: Rio de Janeiro.

Era la prima volta che giocavo in uno stadio vero di beach volley.

Ricordo una cosa che non dimenticherò mai. La mattina presto, appena sveglio in hotel, sentivo già un rumore continuo provenire dalla spiaggia.

Aprii la tenda della finestra e davanti ai miei occhi comparve una scena incredibile.

Uno stadio pieno di gente… prima ancora che sorgesse il sole.

Erano quasi ventimila persone, tutte vestite di giallo, verde e blu.

Fuori dallo stadio c’era una fila lunghissima di spettatori che aspettavano di entrare già dalle cinque del mattino.

La torcida brasiliana cantava senza fermarsi, con quell’energia tipica del Sud America che sembra trasformare lo sport in una festa.

Fu in quel momento che capii una cosa semplice ma potente.

Il beach volley non era soltanto uno sport.

Era un modo per viaggiare, conoscere il mondo e vivere esperienze che nessun’altra disciplina avrebbe potuto regalarmi.

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